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PROMETEO BLOG - Disidentificazione - di Antonella Spotti

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Pubblicato da in Consapevolezza · 6 Settembre 2020
Tags: consapevolezzaosservazione



Nella nostra mente scorrono incessantemente pensieri, ed è un’attività che brucia molta energia, ma essendo abituati ed assuefatti ci sembra normale. Ci sembra normale continuare a pensare e in genere non abbiamo mai riflettuto sul fatto che questo continuo flusso possa essere interrotto, anche se talvolta quando i pensieri sono pesanti e ansiogeni vorremmo avere un interruttore per spegnerli.
Ciò è possibile e sarebbe anche benefico farlo. Immaginate  che la vostra mente diventi una stanza vuota e silenziosa, uno spazio immerso in una grande pace in cui permanere senza ansia e preoccupazioni.
Attraverso l’apprendimento di uno stato di interiorizzazione, possiamo scoprire cosa accade nella nostra mente quando impariamo a rallentare e poi a cessare completamente  il  processo automatico del pensiero.
Noi siamo identificati con i nostri pensieri così come lo siamo con il corpo e le emozioni. Ma è più facile osservare il corpo o una reazione emotiva, più difficile osservare i pensieri, perché siamo convinti di essere il pensiero. Ma non è così.
Immaginate improvvisamente  di venire sbalzati fuori da un corso d’acqua impetuoso e vi trovate piacevolmente seduti sulla morbida erba che ricopre le rive e con gli occhi sgranati realizzate che un istante prima non sapevate proprio di essere nell’acqua né  che esistesse un fiume.
E’ straordinario poter osservare da fuori. Essere disidentificati.
Di solito siamo tra i flutti completamente dimentichi di nuotare e di essere in balia dell’acqua.
E se non siete mai stati “fuori “ ad osservare l’acqua, ciò che scrivo è difficile da capire.
E’ decisamente sorprendente quando per la prima volta attraverso un processo di disidentificazione ci troviamo ad osservare ciò che stiamo pensando. Questo in genere  avviene grazie all’utilizzo di tecnologie interiori e all’apprendimento di tecniche di concentrazione e meditazione.
Ma anche un forte shock può generare una disidentificazione momentanea. A qualcuno è successo.
Quando all'inizio riusciamo ad osservare ciò che pensiamo di solito proviamo quasi “vergogna” per il totale disordine della nostra mente e per i pensieri ossessivi che continuano a presentarsi, giudizi, paure, critiche e anche associazioni mentali senza senso.
Vi faccio l’esempio  di una mia allieva che durante una pratica meditativa continuava a pensare al piatto di gnocchi con il gorgonzola che avrebbe cucinato di li a poco. Era in parte infastidita, ma anche divertita nell’osservare questo pensiero che continuava a ripresentarsi.
E’ quello che fanno i pensieri, continuano a riprodursi, nonostante tutto.
Vediamo una cosa o una persona e la riconosciamo, le diamo all’istante un nome.
Se riusciamo a restare in osservazione è sconcertante vedere nascere pensieri non voluti da una sorta di “sorgente”  che non si ferma mai.
Ma se riusciamo a restare in osservazione di questo fenomeno realizziamo una cosa fondamentale: che non siamo i nostri pensieri, non lo siamo proprio. Siamo CIO' che osserva i pensieri.
Possiamo capovolgere  la famosa frase ”COGITO ERGO SUM”  in “SUM ERGO COGITO”.
In questo stato di osservazione/disidentificazione  ci sentiamo diversi: vivi, attenti, vitali e presenti.
Questa sensazione, se la sperimentiamo almeno una volta, cambia la percezione di noi stessi e della vita.  La cambia per sempre.
Una volta che sperimentiamo l’essere fuori dalla meccanicità, nulla è più come prima.
E’ come se vedeste chiaramente  la  Matrix in cui vivete… non potrete più dimenticare.
Noi non siamo imprigionati nei nostri pensieri, non c’è nessuna sbarra, al contrario siamo completamente liberi ma inconsapevoli di esserlo.
Se provate a mettervi in uno stato di osservazione, probabilmente vi accorgerete che la vostra mente non è completamente silenziosa, ma non preoccupatevi, i pensieri meccanici possono restare sul fondo come un borbottio di un minestrone che ribolle, ma che non disturba più di tanto (ameno che non siate voi ad ingigantirlo e a farvi nuovamente travolgere).
Se state cercando il silenzio nella vostra mente, non c’è un pensiero più intelligente di un altro che vale la pena seguire… è sempre pensiero, se state cercando uno stato di silenzio e di assenza dei pensieri, anche il pensiero più “elevato” resta un disturbo.
Provate a prendere un po' di tempo per voi stessi,  cercate un ambiente tranquillo e silenzioso, in cui vi sentite a vostro agio, mettetevi in una posizione comoda, seduti o coricati. Non deve esserci nessun elemento di fastidio. Rilassate il vostro corpo dalle tensioni, osservate il ritmo del vostro respiro e vedetelo diventare sempre più calmo e regolare, liberate la mente dai pensieri della giornata e in questo nuovo spazio dentro voi stessi fate risuonare solo una domanda:
al di là di corpo, emozioni e pensieri cosa sono davvero?
Ripetetela due o tre volte e poi restate in ascolto…mente vuota… nessun tentativo di rispondere in modo logico o razionale.
Restate aperti e recettivi,  come se vi immergeste sempre più nella profondità di voi stessi, in completo silenzio.

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