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PROMETEO BLOG - Il ricercatore intelligente - tratto da "Evoluzione interiore" ed. Inner Innovation Project

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Pubblicato da in Ricerca · 7 Luglio 2020
Tags: ricerca



Esistono due estremi dai quali il ricercatore intelligente dovrebbe tenersi lontano: il credere in qualcosa perché vorrebbe che fosse vero e il non credere a nulla che non possa essere dimostrato nell’immediato (o decidere di non credere a ciò che lo destabilizza).
Queste tendenze rendono ottuso ogni ragionamento e precludono la via a qualsiasi possibile scoperta.
La natura della Ricerca interiore è difficile da capire, anche per chi se ne interessa o ne legge da tempo.
È difficile, perché l’essere umano ha mediamente una scarsissima idea del concetto di interiorità.
Perfino emozioni e pensieri sono vissuti come qualcosa di epidermico, benché nascano dal nostro interno.
Frasi storiche come “Il regno dei cieli è dentro di voi” hanno un sapore vago; certamente evocativo, ma alquanto vago. Questa difficoltà a capire il “dentro” è alla base della non comprensione di contenuti spirituali e psicologicamente avanzati e della loro trasformazione (riduzione) in favolette di poco conto.
Tutto ciò che riguarda la parola “interiore” – associata all’altrettanto mal compresa definizione di “spiritualità” – trae le sue basi (tutt’altro che vaghe e ingenue) dalla conoscenza di una complessa struttura energetica, che funge da involucro alla coscienza, esattamente come il corpo fisico (fintanto che ci troviamo su questo piano).
Tale struttura energetica è connessa a leggi che sono proprie a dimensioni più rarefatte di quella materiale, le quali rappresentano spazi immensi di universi che si intersecano con quello più denso e visibile a noi conosciuto.
Tutto questo può apparire fantascientifico, ma in realtà è meno strano di quanto appaia.
Brano tratto da “Evoluzione Interiore” ed. Inner Innovation Project

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