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PROMETEO BLOG - Una riflessione - di Andrea Di Terlizzi

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Pubblicato da in Osservazione · 16 Aprile 2020
Tags: osservazioneconsapevolezza



Non è vero che evoluzione e progresso significano “andare sempre avanti”. A volte si ottiene un progresso tornando sui propri passi, se gli ultimi fatti erano sbagliati. Questo post non parla di società e nemmeno di quello che potrebbe averci condotto a questa pandemia. Desidero parlare di Scienza Interiore; ma, per farlo, parto dalla situazione mondiale attuale.
Abbiamo reso invivibile questo pianeta, riducendo le nostre difese immunitarie e allungando la vita senza renderci più sani. Centinaia di milioni di persone vivono di medicinali. Centinaia di milioni di persone soffrono di malesseri psicologici ed emozionali. Altrettante sono colpite da continui malesseri e debolezza cronica, che sono abituate a considerare normali. Non cercate risposte nell’industria farmaceutica perché – appunto – è una grande industria. Non cercate risposte sociali nella finanza globale, perché è parte di ciò che ci ha condotti sin qui. Si potrebbero cercare risposte nella politica, se la politica riprendesse autonomia rispetto ai grandi interessi finanziari che hanno schiacciato la visione etico-filosofica da cui i politici dovrebbe trarre linfa vitale.
Per andare avanti, occorre una fase di riflessione.
La natura (o chi volete voi), la sta imponendo a tutte le nazioni.
Che uso vogliamo farne?
Qualcosa di simile accade su un altro piano. Negli ultimi trent’anni ho assistito a una progressiva e inesorabile superficializzazione di quelle Scienze Interiori che un tempo erano guardate con rispetto, o ignorate del tutto. Meglio ignorare e non conoscere, piuttosto che deformare, perché quando deformiamo qualcosa, lo rendiamo inutilizzabile per tutti coloro che possono entrarvi in contatto.
In questa epoca molte persone, in numero crescente, stanno mostrando il loro interesse nei confronti di antiche forme di saggezza, prime fra tutti lo Yoga e le varie forme di Meditazione. Proprio adesso, momento in cui l’interesse è crescente, anche da parte di una certa scienza, chi cerca un contatto si scontra con un muro di sciocchezze e invenzioni dell’ultimo momento. Questo fenomeno – è una mia personale opinione – ha investito perfino chi praticava seriamente queste discipline, confondendolo e portandolo all’esterno del nucleo centrale di ciò che esse rappresentano (e della loro reale importanza).
Nessuno ne parla (pochissimi), ma il vero e unico problema è il sonno della coscienza e la globale mancanza di conoscenza di cosa sia l’umanità, questo pianeta e la vita stessa. Vivendo quasi esclusivamente correndo dietro ai piaceri più banali, in una società che ci ha condizionati al desiderio dell’inutile, ogni voce che mette in guardia su questa ignoranza, cade nel nulla. “Una voce che grida nel deserto”, come recita un ben noto testo.
Oggi non poche persone, in tutto il mondo, cercano di denunciare tutto ciò che di sporco esiste dietro a questa pandemia, quello che grandi gruppi di potere si preparano a fare per ridurre la libertà individuale, ostacolando la comunicazione di voci fuori dal coro. Molti denunciano la volontà di trasformare la “medicina” sempre più in una forma di controllo di massa.
Ma… tutto ciò è accettato dalle persone stesse. Puoi mettere in gabbia una tigre o un leone, ma non puoi ridurli a un gregge che segue supinamente un pastore. Puoi farlo solo con le pecore.
Siamo noi stessi ad aver accettato, decennio dopo decennio, le lusinghe di un sistema che ci ha resi sempre più deboli e dipendenti. E dove le lusinghe non bastano, si usa il metro della paura; perché, se una persona ha paura, è disposta a seguire chiunque gli suggerisca una soluzione, anche se quella soluzione la porterà al macello.
Non basta il pensiero. Non è sufficiente riflettere e ascoltare chi è a conoscenza dei retroscena che la comunicazione ufficiale non denuncerà mai. Queste cose non bastano, perché non sono in grado, da sole, di sedare la paura, la sfiducia e l’attaccamento a quei mille insulsi bisogni con i quali l’umanità è stata drogata. Per poter tornare a fruirne e per sedare ogni timore, i più saranno disposti ad accettare qualsiasi proposta, anche la più assurda, anche a costo di assumere sostanze create per scopi diversi da quelli propagandati.
Questa è la vera debolezza della nostra società.
Il movimento che ha permesso a Gandhi di liberare l’India non muoveva i suoi passi dalla leadership di un grande uomo, ma dalla cultura millenaria di un continente che aveva nel suo animo i geni spirituali che gli hanno permesso di accogliere un messaggio complesso e difficile, fatto di fermezza assoluta nella non violenza; fatto di una disubbidienza alla tirannia che non si basava sullo scontro violento, ma sull’essere solidi e stabili come montagne.
Quando noi parliamo di Meditazione e di Scienze Interiori, nei nostri libri, parliamo di questo. Non di una debole e fumosa propensione a una beatitudine stile New Age, ma di una determinazione forte e calma, nel voler toccare una parte di sé stessi che può donare l’immunità nei confronti della falsità, dell’arroganza e della paura.
Non è la ricerca di un’egoistica e debole pace personale, ma la marcia verso un centro interiore che non può essere scosso da nulla e che può, per questo, sviluppare sempre più lucidità e potere individuale.
Senza questo percorso, se non capiamo che ideologie e riflessioni non possono bastare, non vi sarà mai nessun reale cambiamento, ma solo semplici rimescolamenti del solito mazzo di carte. Se nemmeno in questo momento storico si riesce a comprendere questo, in una fase in cui la libertà e la salute di tutti è ancor più a grave rischio, allora ci meritiamo tutto quello che accade e che potrebbe accadere in futuro.

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